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Adriano Pappalardo:
“Sogno La Notte della Taranta” |
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Il noto cantante salentino
darà un suo contributo alla valorizzazione delle
musicalità etno-popolari nel suo prossimo lavoro
discografico |
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Adriano Pappalardo è davvero un
terremoto umano. Con il suo: ‘E lasciami gridare’ ha
agitato gli animi del popolo della notte di Lido
Sabbiadoro. Ospite de La Domenica Italiana si è
confermato un personaggio ‘verace’, come lui stesso ama
definirsi. “Sono così come mi vedete, nella mia vita
artistica non voglio essere diverso da come sono”, ci ha
raccontato in camerino mentre si rilassava dopo
l’esibizione abbastanza movimentata per via di alcuni
problemi tecnici con il suo service Mino, non aveva il
ritorno dell’audio ed allora gliene ha dette di tutti i
colori. Vi lascio immaginare. Attore e cantante di
origini leccesi, di grido negli anni ’70, è tornato a
far parlare di se con il noto programma condotto da
Simona Ventura su Rai2: L’Isola dei Famosi, vincitore
morale di quell’edizione, Pappalardo è poi nuovamente
uscito dalla Tv per via del suo caratterino (troppo
sincero ndr.), come racconta il gossip nazionale, sul
quale è inutile ritornare.
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DOMANDA: Pappalardo e TV, che
cosa è cambiato?
RISPOSTA: “Ciò che posso dire con certezza e che
la Tv non mi interessa. Prima di tutto falsa molto le
persone, ed io non voglio ‘truccarmi’, rincunciare ai
miei capelli bianchi o alla mia barba incolta. Poi
diciamo la verità la Tv è superata. Adesso c’è qualcosa
di più grande della televisione: internet è lo strumento
del futuro. Prendiamo ad esempio Beppe Grillo, lui non
fa più televisione ma continua ad essere un personaggio.
Il suo blog è seguitissimo. Stimo molto Beppe e un mio
carissimo amico, seguirò il suo esempio e aprirò anch’io
un blog per parlare con il mondo per urlare le verità e
ospitare i sogni della gente che ancora crede nei sogni
perchè non restino chiusi nei cassetti”.
D.: Eppure grazie all’Isola dei Famosi sei
diventato protagonista della Tv, ma la tua
partecipazione a quel reality è stato un bene o un male?
R.: “Senz’altro un bene, perché la gente ha
conosciuto il vero Pappalardo, ed io voglio essere
sempre me stesso: il re dei veraci”.
D.: Sei nato in Salento (Copertino), nella terra
della Notte della Taranta, molti gli ospiti nazionali e
internazionali che in questi anni si sono susseguiti sul
suo importante palcoscenico. E tu?
R.: “Ho seguito con attenzione questo importante
fenomeno culturale che ha raccolto un successo
internazionale grazie alla forza e alla tenacia degli
organizzatori. Ciò dimostra quanto i pugliesi (i leccesi)
siano ‘duri’, forti. Ricordo che quando ho intrapreso la
mia carriera di cantante con l’etichetta di Lucio
Battisti, un suo autore mi fece notare come la nostra
terra fosse ricca di musicalità da valorizzare, ma
allora non ci pensai. Ero un ragazzo. Nel mio prossimo
lavoro sicuramente inserirò una ballata leccese.
Naturalmente il prossimo anno spero anch’io di salire su
quel palco”.
E noi glielo auguriamo, anche perché siamo un po’ stufi
di questo Nemo profeta in Patria (letteralmente Nessuno
è profeta nella propria Patria) … .
“Guarda Maria – ha concluso Adriano mentre salutava
Domenico Alba e Carlo Gallo – questa è la prima
intervista che concedo dopo quasi un certo periodo di
silenzio stampa, fanne buon uso...”. Uau :-) |
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Maria Sportelli, foto
Domenico Donghia
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Foto di
Adriano Pappalardo a
lido Sabbiadoro
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